sabato 25 aprile 2015

"Laicità"



Lo statuto dell’associazione scaut cui sono iscritto da bambino, ritiene la visione spirituale della vita elemento fondamentale nella formazione educativa. Pertanto richiede ai propri aderenti, qualora appartenenti ad un culto, l’osservanza dei relativi doveri col pieno rispetto di ogni altra convinzione religiosa. Perciò la religiosità che, come mette in luce B.-P., è una dimensione della stessa vita umana, è imprescindibilmente essenziale per la crescita di un giovane.
Qualificandosi pluriconfessionale, la mia associazione non fa mai riferimento ad alcun Signore nelle formule di cerimonia. Professa l’esistenza di un Dio superiore, diverso a seconda delle religioni e delle convinzione personale. Tale configurazione pone alcuni punti interrogativi sulla concreta praticabilità di questo orientamento e come si traduca in termini pragmatici nella convivenza di diversi credi. Senza addentrarci in rompicapo più grandi di noi, sappiamo che l’espediente è l’assenza del culto comunitario, lasciato alla piena libertà di adesione o rifiuto del singolo. La differenzia sostanziale tra le associazioni laiche da quelle confessionali è lo spazio che occupa la religione, facilmente aggirabile riducendo l’aspetto religioso a quello rituale, o relegandolo a “momenti di spiritualità”.

venerdì 24 aprile 2015

Buona lettura



Come sciogliere il nodo della religiosità nell’intricata matassa dello scautismo? Non è ambizione di questo blog proporre alcunché di risposta. Tutt’altro che un saggio, molto più semplicemente una raccolta di passi scritti dal fondatore, che vuole piuttosto essere da stimolo a cercarle.
Conoscendone il pensiero si avrà modo di conoscerne anche la persona.
Quale coinvolgimento col modo militare potesse avere Baden-Powell lo spiega la sua biografia. A 19 anni inizia gli studi presso il Royal Military College, a 26 anni in India era capitano, a 30 anni prende stanza in Africa, a 40 è comandante del Reggimento dei Dragoni, a 42 anni è colonnello e regge il celebre assedio di Mafeking, rimpatriato è nominato Maggior Generale, a 46 anni fu insignito del titolo di Ispettore generale di Cavalleria, a 53 anni si dimette dall’esercito con il titolo di Luogotenente Generale. Nel 1920 Re Giorgio V gli conferisce il titolo di Lord.
Di seguito si comprenderà anche perché tanta attenzione per la cavalleria. Infatti quando BP stava ancora tracciando il suo profilo dello scaut, volle additare i cavalieri erranti come modelli per fare propri i loro valori e ideali. San Giorgio è patrono degli scaut perché è patrono dei cavalieri, che sono, a loro volta, figura di riferimento ideale per gli esploratori.
Tutto avvolto da un riferimento circolare dove un tema richiama l’altro e trova perfetta sintesi nella figura di “uomo” che B.-P. aveva in mente per lo “scaut”.