sabato 25 aprile 2015

"Laicità"



Lo statuto dell’associazione scaut cui sono iscritto da bambino, ritiene la visione spirituale della vita elemento fondamentale nella formazione educativa. Pertanto richiede ai propri aderenti, qualora appartenenti ad un culto, l’osservanza dei relativi doveri col pieno rispetto di ogni altra convinzione religiosa. Perciò la religiosità che, come mette in luce B.-P., è una dimensione della stessa vita umana, è imprescindibilmente essenziale per la crescita di un giovane.
Qualificandosi pluriconfessionale, la mia associazione non fa mai riferimento ad alcun Signore nelle formule di cerimonia. Professa l’esistenza di un Dio superiore, diverso a seconda delle religioni e delle convinzione personale. Tale configurazione pone alcuni punti interrogativi sulla concreta praticabilità di questo orientamento e come si traduca in termini pragmatici nella convivenza di diversi credi. Senza addentrarci in rompicapo più grandi di noi, sappiamo che l’espediente è l’assenza del culto comunitario, lasciato alla piena libertà di adesione o rifiuto del singolo. La differenzia sostanziale tra le associazioni laiche da quelle confessionali è lo spazio che occupa la religione, facilmente aggirabile riducendo l’aspetto religioso a quello rituale, o relegandolo a “momenti di spiritualità”.