Come sciogliere il nodo
della religiosità nell’intricata matassa dello scautismo? Non è ambizione di
questo blog proporre alcunché di risposta. Tutt’altro che un saggio, molto più
semplicemente una raccolta di passi scritti dal fondatore, che vuole piuttosto
essere da stimolo a cercarle.
Conoscendone il
pensiero si avrà modo di conoscerne anche la persona.
Quale coinvolgimento col
modo militare potesse avere Baden-Powell lo spiega la sua biografia. A 19 anni
inizia gli studi presso il Royal Military College, a 26 anni in India era
capitano, a 30 anni prende stanza in Africa, a 40 è comandante del Reggimento
dei Dragoni, a 42 anni è colonnello e regge il celebre assedio di Mafeking,
rimpatriato è nominato Maggior Generale, a 46 anni fu insignito del titolo di Ispettore
generale di Cavalleria, a 53 anni si dimette dall’esercito con il titolo di
Luogotenente Generale. Nel 1920 Re Giorgio V gli conferisce il titolo di Lord.
Di seguito si
comprenderà anche perché tanta attenzione per la cavalleria. Infatti quando BP
stava ancora tracciando il suo profilo dello scaut, volle additare i cavalieri
erranti come modelli per fare propri i loro valori e ideali. San Giorgio è
patrono degli scaut perché è patrono dei cavalieri, che sono, a loro volta,
figura di riferimento ideale per gli esploratori.
Tutto avvolto da un
riferimento circolare dove un tema richiama l’altro e trova perfetta sintesi
nella figura di “uomo” che B.-P. aveva in mente per lo “scaut”.